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Stalking condominiale, come fare per difendersi?

Lo stalking condominiale è un termine nuovo, che non costituisce una vera e propria possibilità codificata dal legislatore; nello specifico si tratta di una particolare applicazione giurisprudenziale della figura criminosa, lo stalking.

La parola stalking deriva dalla lingua inglese e significa letteralmente “cacciare”, “inseguire”, “perseguitare”. Esso indica il comportamento di chi affligge un’altra persona, perseguitandola e generandole stati di ansia e paura. Riguardo questo tema, si è pronunciata anche arrotatura pavimenti in marmo a Roma,

Le statistiche rilevano che una buona percentuale dei reati di stalking si realizzano nel condominio. Subito dopo la famiglia, infatti, il condominio è l’aggregato sociale con il più alto numero di relazioni a rischio di implosione. Infatti il più delle volte si generano rancori dovuti a vicini rumorosi che disturbano la quiete in orari di “riposo”, creando conflitti e fomentando rancori nelle vittime.

Cosa dice la legge sullo stalking condominiale?

Il riconoscimento giuridico dello stalking condominiale è fondato su un’interpretazione estensiva dell’art. 612 bisc.p., introdotto con il cosiddetto “Decreto sicurezza”, convertito con la legge 24 aprile 2009 n. 38 che disciplina il reato per atti di persecuzione.

Tale disposizione sanziona con la reclusione fino a quattro anni chiunque ponga in essere reiterate condotte persecutorie tali da determinare nella persona offesa un perdurante e grave stato di ansia e timore o, alternativamente, l’alterazione delle proprie abitudini di vita.

Quando parliamo di stalking condominiale ci riferiamo a condotte persecutorie reiterate nei confronti di più persone a stretto contatto tra di loro e accomunate da caratteristiche simili; non si può parlare semplicemente di un’azione, di un comportamento, di una offesa.

Lo stalking condominiale è un insieme di atti ripetuti volti ad arrecare volontariamente a uno o a una pluralità di condomini un disturbo intollerabile per un periodo prolungato di tempo, tale da condizionarne la vita di tutti i giorni.

Le azioni volontarie e reiterate sono elementi che costituiscono lo stalking, mentre il condominio costituisce il locus commissi delicti.

Tra le diverse attitudini sbagliate osservabili in condominio, quali di queste possono essere considerate possibili situazioni di stalking condominiale?
Proviamo ad analizzare delle casistiche tipiche, riconducibili al fenomeno dello stalking condominiale.

Potremmo dire che:

  • tenere televisori e stereo a volume alto in piena notte può essere considerato stalking in condominio;
  • lasciare sporcizia o oggetti incustoditi sul pianerottolo può essere considerato stalking condominiale;
  • intimidire il vicinato o avvelenare animali domestici può essere considerato stalking condominiale;
  • mettere a repentaglio l’incolumità dei vicini come gettare liquidi scivolosi sugli usci può essere considerato stalking condominiale;

È importante però definire lo scenario per cui è possibile preconfigurare una situazione di stalking condominiale. Situazioni con comportamenti persecutori reciproci, con ripicche e vendette tipiche delle guerre di vicinato non possono rientrare nelle casistiche dello stalking condominiale.

La condizione necessaria per parlare di stalking condominiale è che gli atti persecutori siano rivolti in modo unilaterale nei confronti di un condomino o un gruppo di essi.

Cosa può fare la vittima di stalking condominiale per difendersi?

Difendersi dallo stalking condominiale può essere fatto a diversi livelli, a seconda della gravità del reato.

La prima cosa che la vittima può fare è rivolgersi al presunto persecutore per invitarlo a mettere fine a suoi comportamenti molesti.

Qualora la prima tappa non dovesse portare al risultato desiderato il secondo passaggio sarebbe quello di avvisare l’amministratore; l’obiettivo è trovare un intermediario alla risoluzione del caso di stalking condominiale.

Fallite le strategie “bonarie” è necessario attivarsi in maniera più decisa.

Una prima possibilità per la vittima è presentare richiesta di ammonimento al Questore, tramite l’autorità di pubblica sicurezza.
Il Questore, preso atto della richiesta, qualora la ritenga fondata, può emettere un decreto di ammonimento orale allo stalker; ciò evita al colpevole un processo penale e alla vittima di doversi avventurare nelle lungaggini della giustizia.

Il livello di tutela più alto in caso di stalking condominiale è dato dalla querela.

Questa può essere sporta entro sei mesi dall’episodio di stalking condominiale.

Le prove richieste dal Tribunale sono testimonianze scritte e orali, filmati o registrazioni che attestino la condotta reiterata dello stalker.

Il Tribunale, accertata la responsabilità penale dell’imputato, può emettere nei suoi confronti un’ordinanza restrittiva; con questa lo stalker non può lasciare la propria abitazione né avvicinarsi oltre i 500 metri al condominio per un determinato periodo di tempo.

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Barentsburg, città russa delle Svalbard

A Barentsburg, situata nel Grønfjorden, siamo in territorio russo. Si tratta di una città mineraria, da cui viene estratto il carbone, in cui lavorano russi e ucraini. Le fattezze di questa città sono completamente differenti, se ripensiamo a Longyearbyen.

Barentsburg ci appare triste, isolata. I grossi edifici in cemento e le strade deserte ci fanno tornare indietro di decenni. Così come sostengono i produttori di porte tagliafuoco Vicenza, che hanno fatto una rapida vacanza da queste parti, dal porto, dai colori spenti, con una discarica di ruggine che rende ancora più cupo e malinconico il paesaggio, una lunga scalinata in legno ci porta nella città, dove troviamo un bar e un centro sportivo. Da lì è possibile raggiungere un altro edificio in cui fare acquisti e spedire cartoline, passando davanti allo sguardo serio e tramontato della statua di Lenin.

Nessuna strada collega Longyearbyen a Barentsburg, ma soltanto la nave o, in inverno, la motoslitta.

Breve storia di Barentsburg

La città è stata così chiamata nel 1920, quando fu fondata la compagnia mineraria tedesca NESPICO (Nederlandsche Spitzbergen Compagnie), che decise di rinominare il centro dedicandolo a Willem Barentsz, che scoprì le Svalbard nel 1596.

Nel 1932 la NESPICO vendette tutto alla compagnia russa Trust Arktikugol. Nel 1943 la città fu quasi interamente distrutta e bruciata da una nave tedesca, la Tirpitz, ma dopo la seconda guerra mondiale fu ricostruita.

Fra gli anni ’60 e ’80 la produzione di carbone aumentò e il lavoro in miniera fu ricercato, viste le buone condizioni di vita e di salario e il buon cibo, che attirarono lavoratori. C’è anche da considerare che la città aveva una piccola produzione di cibo in loco, come carne, latte, verdure e uova.

Adesso Barentsburg sta sviluppando una discreta attività turistica, con un hotel, un centro culturale in cui vengono programmati per i turisti spettacoli di danza e musica russa, il Pomor Museum, il museo dedicato ai Pomori, popolazione russa del Mare Bianco, che cacciò nelle Svalbard fra il 1700 e il 1850 e un piccolo negozio di souvenir.